Descrivete il vostro protagonista!

La seconda prova è la descrizione del protagonista della storia: carattere, segreti, bisogni, paure. Quale squadra lo descriverà meglio?

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Risultati finali della prova

“La storia di Agata”: questo era il titolo provvisorio del nostro film.
Agata, infatti, è affascinante e abbaglia con i suoi sorrisi: è così bella e travolgente da ingannare lo spettatore e fargli credere d’essere protagonista. In realtà è solo un fantasma: un’anima inconsistente, un pallido miraggio impossibile da afferrare; non è lei a definire il corso degli eventi, ma ne viene trascinata, senza insegnare né imparare nulla.
Agata esiste solo e unicamente in funzione di Davide, narratore ed epicentro della storia.
“Looking for fun” è il SUO percorso di formazione, è la SUA avventura.
Agata, la droga, l’alcol, la musica, la politica, la morte sono elementi che in fin dei conti restano in disparte, e fanno da cornice al percorso di maturazione.
Quando parte per Londra, inseguendo il sogno di diventare musicista, Davide vuole fuggire la noia della campagna romana, allontanarsi dal peso lugubre degli anni di piombo, e da quella politica esasperata che semina incertezza e paura tra la gente. Sulla sua famiglia, infatti, incombe la SCELTA ARMATA, a favore dell’estrema sinistra, fatta dai cugini: Davide al contrario loro non sceglie, decide di fuggire. Suo padre gli dice: “Non tornare!”, come a spingerlo ad affrontare la vita con coraggio.
Davide è un bambino, in molti sensi.
Ama intensamente, fa stupidaggini colossali, vive tragicamente ogni attimo, come se l'unico modo di vivere davvero fosse attraverso l'esasperazione di ogni emozione provata.
È inevitabile, quindi, che una persona estrema e fugace come Agata sia l'unica, in un mare di alcool e Pink Floyd, ad attirare la sua attenzione: Agata è il rischio, la spirale discendente, il gioco delirante di falsa disinvoltura e bassa autostima.
Viene rapito dai suoi occhi scuri e dalla sua allegra noncuranza e, con l’ingenuità e il fervore religioso del primo amore, decide di votare la sua esistenza a lei. Per lei smette di suonare, mette in secondo piano il lavoro, accetta di dividerla con un rampante deputato del Partito Conservatore, accetta la sua feroce frivolezza, addirittura il problema con la droga.
Proprio a causa di questo suo disperato amore, Davide viene coinvolto, suo malgrado, in un girone di pericoli e segreti: costretto ad affrontare la realtà storica, fuggita fino a quel momento, -l’IRA, poliziotti in borghese, la crisi economica, attentati- imparerà a cavarsela nel mondo reale.
È solo quando Agata tragicamente muore, però, che Davide può davvero e finalmente dirsi maturato. Con Agata infatti scompare per sempre la parte della sua anima più infantile, più irrazionale.
Il suo percorso è finito, ora è un adulto; ha perso tanto, durante il viaggio, ed è cambiato molto, ma è riuscito a mantenere intatta la caratteristica più straordinaria della sua anima: la fiducia nel futuro.
Ora è pronto ad affrontare la vita, per costruirsi quell’avvenire che per troppo tempo aveva creduto gli sarebbe stato negato.

I681

Looking for fun, i protagonisti

by Looking for fun sofia.b RD Antonella Mingoni
4 2

I protagonisti di “Cuori in gabbia: la storia di Aldo e Laura” sono apparentemente diversi per ideologia e approccio alla vita. Lui è uomo d’azione, forte e volitivo, che ha abbandonato la famiglia per un banale adulterio; e che ospita la figlia per l’improvvisa morte della moglie. Lei è la studentessa universitaria che deve vincere l’insicurezza e decidere chi vuole essere nella vita, ma che in assenza del modello materno, si ispira ora all’immagine di una professoressa bella e glaciale, ora a una collega della madre, volontaria in un centro per bambini tribunalizzati. Il conflitto lo vive anzitutto contro lo stimolo ad accogliere gli impacciati tentativi di avvicinamento del padre e la tenerezza che talvolta le affiora contemplando quegli occhi non più giovani che esprimono sofferenza: ciò restituirebbe colore allo sbiadito ricordo di felicità della sua famiglia unita. Ma il rancore mai sopito nel suo cuore trova nuovi pretesti ad alimentarlo, soprattutto quando Aldo si intromette nella sua vita sentimentale, trasformando la naturale gelosia paterna in un’indagine investigativa che coinvolge tutti i suoi colleghi.

La maschera, il carattere e l’identità dei protagonisti ha un solo motto: "Non è come sembra".

L’autocelebrazione e il desiderio di svolta che maturano in chi fa del vittimismo un’arma spingono Laura a errori ingenui e pericolosi per i suoi cari, soprattutto Aldo che le fa scudo in una sparatoria e va in coma: il rimorso di lei è acuito dalla consapevolezza di avergli somministrato droghe per sfuggirne al controllo.

All’apice della disperazione Laura comprende che il suo cuore indurito ha chiuso la porta in faccia a tanta gente: dall’amica del cuore che nasconde la solitudine della vittima di abuso dietro l’immagine della donna spregiudicata; al miglior amico del padre che ne ha colmato il vuoto affettivo come un vero genitore ma che è lacerato dal dolore di aver rinnegato l’amore mai rivelato per la defunta moglie.

La fragilità che emana quell’uomo che lotta per la vita in ospedale rompe la gabbia che intrappola il cuore di Laura che apprende che spesso l’amore è rinuncia e che la storia della presunta amante del padre era in realtà la copertura scelta per proteggere lei e la madre da un’indagine di polizia altamente pericolosa: ciò pacifica bambina che abita il suo “Io” e ancora si chiede se la colpa di quella lontananza non sia sua.

Ma forse il colpo di scena più forte in questo poliziesco è quello che vive Aldo quando scopre che la sua defunta moglie è “un eroe di tutti i giorni” che – armata solo della propria fede – ha contrastato silenziosamente criminali del calibro di trafficanti internazionali di organi. Aldo comprende che l’amore per il prossimo rende forti anche i più umili e indifesi: da qui le personalità dei protagonisti convergono in un dialogo che sana le ferite del passato e la loro sete di “lieto fine” diventa un nuovo inizio, dove il bene vince e i loro cuori tornano a palpitare, liberi dalle gabbie che li vincolavano.

I673

"Cuori in gabbia: la storia di Aldo e Laura", i protagonisti

by Cuori in gabbia: la storia di Aldo e Laura Barbara Kornfeld Yama Maxwell Xander
4 2

Terra - anno 2014 - Il tempo scorre.
Arret – anno 3150 - Numeri luminosi scandiscono il tempo che manca per la missione. Tutte dormono e io rifletto. Sono diversa dalle altre, ma cerco di seguire le regole, perché credo nello scopo della missione. Ho una grande responsabilità e non ho intenzione di deluderli e deludermi. Sulla terra darò rifugio alle urla e ai potenti richiami della mia anima. Affronto l’addestramento con il massimo impegno. Mi sento sempre più forte anche quando brucia ogni singolo muscolo del mio corpo. Sono coraggiosa e non ho paura di nulla (forse). Ho rispetto per la mia compagna di stanza, Alita. Cerco di condividere con lei la solennità della missione, ma come risposta ricevo una girata di spalle. Perché solo io sono diversa? Qui le donne hanno il cuore di soldato, io, invece, sono un soldato con il cuore di donna.
Osservo Arret dalla finestra. Gli abitanti sono marionette mosse dallo stesso filo crudele e poi … questo silenzio insopportabile. Penso al suono del mare, quello che ho visto nei filmati della Terra. Non ho mai sentito nulla di più vivo. Credo di amare la Terra e vivo per raggiungerla. Voglio guardare il sole che mi racconta la giornata mentre si lascia ingoiare dal mare. Non saranno le emozioni a portare al caos, ma l’indifferenza imposta qui ad Arret. Essendo curiosa faccio tante domande ma non ricevo mai risposte chiare. Sono giunta a delle mie conclusioni e non le rivelerò di certo qui!
La paura ha mille facce. È un brivido che rapisce la mente e ne richiede il riscatto, con un sogghigno cancella le tue sicurezze. Non la paura di morire, ma la paura che tutto possa finire qui. Che io, Catrinel, non possa avere un domani. Ma la mia sola forza non può bastare. I terrestri. Posso fidarmi? Ce ne sono alcuni pronti ad aiutarci, ma non so se posso aprirmi, lasciarmi andare. Se approfittassero di un mio attimo di debolezza per attaccarmi? Non sono stata istruita per capire se posso fidarmi.
Sono sempre stata diversa. Sento forte il mio lato di lontana figlia della Terra. Decido di farlo prevalere. Ora mi sento più libera. Più viva. Riesco a gioire, a liberarmi in una risata, proprio come fanno loro, i terrestri. Mi lascio contagiare. E quando sento il dolore, quello forte che ti esplode dentro, che ti manda in frantumi, che ti risucchia tutta la linfa vitale, lascio scivolare una lacrima. Poi un’altra. E un’altra ancora.
Ma c’è altro che comincia a bruciarmi dentro. Qui, lo chiamano Amore. Mi si apre un mondo frastagliato di emozioni forti e contrastanti. La meraviglia dell’inaspettato. Quella morsa che prende lo stomaco e ti fa perdere negli occhi di un’altra persona. Questo calore non mi rammollisce - come sento dire - mi dà una forza nuova. È la forza dell’unione. In due si è più forti. E, ora, lo capisco sempre di più.
Spinti dai sentimenti più nobili noi possiamo sperare, combattere, credere e vincere. Perché l’unica arma che possiamo opporre allo scorrere inesorabile del tempo è il difendere la nostra dignità.

I655

La madre del futuro, i protagonisti

by La madre del futuro Coco Mundo ritamaurizi77 Rosa Avino
4 2

Olga è una donna di 34 anni. Ha una vita semplice nel suo bilocale in affitto, fatta di piccole cose: un tè alla mattina, una passeggiata a piedi o in bici per il centro di Monza, qualche romanzo giallo e la ricerca di oggetti con cui rende la sua casa sempre più colorata e accogliente. Lavora come commessa in un negozio fai-da-te, impiego trovatole dal padre subito dopo il diploma. Fa tutte queste cose senza entusiasmo, in maniera pacata e un po' goffa, il che porta le persone che la circondano a crederla una tontolona svampita. Eppure Olga non ci fa caso, è serena e dolce con tutti. Il suo equilibrio è dato dal fatto che tutte le sue energie sono spese nella maniacale cura della gatta Eridania. Le compra ogni genere di giocattolo, una volta al mese la porta dal veterinario e tutti i venerdì alla toelettatura per animali di Ricky. Sta attenta a prepararle personalmente i cibi usando solo ingredienti biologici. Proprio lei che si nutre di surgelati e che non farebbe mai un pasto normale se non intervenisse ogni due giorni la sua gemella Camilla. Olga stima tantissimo Camilla, così allegra, ambiziosa, premurosa e bellissima. Invidia il suo fisico snello e delicato, e i suoi modi spigliati e festosi. Olga al contrario si sente un orso, si percepisce corpulenta, indossa vestiti larghi e sformati per nascondere le forme del proprio corpo. Soprattutto odia le sue gambe rese massicce dall'attività calcistica svolta durante l’infanzia nella speranza di compiacere il padre e avere da lui lo stesso affetto riservato a Camilla. Un fallimento che Olga copre con vestiti dai colori scuri abbinati sempre in modo sbagliato. Le rare volte in cui si trucca usa le dita, combinando un disastro. In generale non sente di essere sola: c’è Camilla con la sua esuberanza e c’è la collega Enrichetta che le sta simpatica ed è sempre carina con lei; le piace quel suo continuo inveire enfatico contro il marito fedifrago e la categoria maschile. Le fa sentire che non è stupido il suo terrore verso gli uomini. Ma il problema c'è e Camilla glielo ricorda ogni volta che la costringe ad andare a trovare il padre alla casa di riposo; l’uomo è diventato ancora più duro con Olga da quando si è ammalato di Alzheimer. Troppi segreti e fantasmi nella sua testa confusa, soprattutto quello dell'amata moglie morta dando alla luce Olga e che le somiglia in maniera spaventosa. Da qui l'incapacità paterna di amare Olga completamente, un qualcosa che la figlia non conosce e che il padre non vuole e non può spiegare. Olga si è abituata a sentirsi sbagliata per tutti. Sente che solo Eridania le vuol bene davvero, ma quando una spina di pesce mal ingoiata metterà fine alla vita della gatta, Olga sarà costretta a guardare in faccia i suoi problemi e a tentare di risolverli. La passione di Olga per i gatti annunciata dall’incipit dirompente nasconde il bisogno di prendersi cura di qualcuno dopo la scomparsa di Eridania, per dissimulare il bisogno di essere amata e l’incapacità di chiedere aiuto.

I441

Gatti, gemelle, pasticci, i protagonisti

by Gatti, gemelle e pasticci ax Carol Giulia Colella
4 2

Saggezza: "capacità di seguire la ragione nel comportamento e nei giudizi, moderazione nei desideri, equilibrio e prudenza nel distinguere il bene e il male, nel valutare le situazioni e nel decidere, come dote che deriva dall’esperienza"

La saggezza è il tratto comune che caratterizza i due protagonisti della storia "Come Batman e Robin" Antonio e Giacomo. Loro, in quanto settantenni, saggi lo sono di diritto. Se qualcuno obiettasse che il loro stile di vita e i guai in cui si cacciano durante il racconto sono contrari alla definizione di cui sopra potremmo ribattere che la saggezza, in quanto tale, permette anche di capire quando è il caso di contravvenire alla sua definizione da dizionario.
Antonio e Giacomo sono entrambi saggi, ma ognuno a modo suo. Antonio, dopo una lunga e soddisfacente carriera da dirigente, vive della sua più che dignitosa pensione che però spesso non gli basta ad arrivare a fine mese. Infatti, Antonio, single dopo aver divorziato dalla moglie anni fa, ha innumerevoli vizi e passatempi, molti dei quali non si direbbero appropriati a un uomo della sua età. Gira sempre con un biglietto da visita che lo qualifica come amatore agée e, se la caccia in palestre o discoteche non dà frutti, non disdegna di contattare qualche escort.
Giacomo invece, fioraio anch'egli in pensione, vive la sua terza età in una maniera che i più riterrebbero "tradizionale". Ama la sua quotidianità, e tutto ciò che esce dagli schemi pare un po' spaventarlo. Antonio, ovviamente, ha una sua idea riguardo la felicità di Giacomo. Lui, d’indole istrionica e goliardica, crede che lo stile di vita di Giacomo abbia bisogno d’un pizzico di pepe extra. Infatti, da quando è venuta a mancare sua moglie, Giacomo sembra vivere in un limbo, accettando ciò che la vita gli offre in modo passivo e distaccato. Per questo, Antonio cerca di scuoterlo tirandolo in mezzo ai suoi stravaganti programmi e, talvolta, di spronarlo con la forza.

Gli prese gli occhiali e li spezzò in due. E adesso finalmente potevano combattere ad armi pari.

La storia ha inizio su un'aiuola nel centro di Genova: Antonio, che è ipermetrope ma non si rassegna a portare gli occhiali, spezza quelli di Giacomo, miope, e lo invita ad affrontare la vita superando i propri limiti. Da quel momento Giacomo vedrà sfocato per tutto il film ma, quando l'ennesima burla di Antonio gli manderà a casa Fatima, una giovane donna costretta a fare la escort, qualcosa in lui cambierà, permettendogli di vedere le cose in maniera diversa da quanto fatto negli ultimi anni. Sarà lui a trascinare Antonio in un'avventura da supereroi e a subire il cambiamento maggiore nel corso degli eventi, tornando dal viaggio con il trolley più pesante. Giacomo, nel finale, ritroverà i suoi occhiali spezzati nell'aiuola, ma si rifiuterà di prenderli. L'avventura vissuta lo ha cambiato profondamente, creando in lui nuove prospettive che prima non riusciva a mettere a fuoco, e che adesso finalmente vede chiare e nitide davanti a sé.

I418

Come Batman e Robin, i protagonisti

by Come Batman e Robin GiacomoLondra ifinoe LucaT84
4 2

Nicola vive una vita che non risponde alle sue aspettative e ne soffre. A nulla valgono i suoi estetismi e la sua cultura. A nulla valgono le sue strategie interiori; le giornate trascorse fra gli scaffali della biblioteca, nella quale lavora, scorrono lente e tutte uguali. La storia inizia a Genova nel 1992. In una città che si prepara a festeggiare il cinquecentesimo anniversario della scoperta dell'America, Nicola si sente ancora di più un estraneo tra gli estranei. Ma quando il direttore gli consegna un paio di guanti bianchi e la chiave della sezione incunaboli e manoscritti le cose cambiano. L'investitura accende la sua propensione alla ritualità; indossare quei guanti, é come indossare un mantello da super eroe: si sente trasformato e migliore quando la porta si chiude alle sue spalle lasciandolo solo in un universo di parole antiche.
Mettere ordine nel catalogo di manoscritti e incunaboli richiede pazienza e grande intuito. Si tratta per lo più di lettere, diari tenuti dai capofamiglia della nobiltà o dell'alta borghesia genovese o cronache di grandi eventi. Niente di straordinario, finché non legge le prime parole di un manoscritto; si narra della grande festa che Genova ha preparato, cento anni prima, per celebrare la scoperta di Colombo. In Nicola qualcosa succede.
Il diario di Giordano Giusti si sovrappone alla vita vera di Nicola che, senza opporre resistenza, fa' propri i sentimenti e le emozioni dell'autore.
Giordano Giusti, giovane, ricco e ribelle, abbandona un'esistenza agiata, ma priva di emozioni, per dare voce alla sua passione per l'architettura. L'incontro con il signor Brentano, uomo volgare ma ricco, impegnato a costruire, a colpi di denaro e meraviglia, la sua ascesa verso una nobiltà fittizia, permette a Giordano di misurarsi in un ambiente che lo espone a mille rischi. Progetta un'opera meravigliosa, capace di sbalordire persino il re, atteso in città per l'inaugurazione dell'Esposizione Universale.
In un percorso di direzione inversa, accanto al signor Brentano che a fatica, scalino dopo scalino, vuole ascendere alla ricchezza senza odore della nobiltà, Giordano vede nascere il suo amore per Omas, una giovanissima e bella cameriera di casa Brentano, grazie alla quale scopre, oltre alle gioie di una sessualità sincera e non negata, le grandi contraddizioni e le palesi ingiustizie sociali che lo circondano.
Omas, linfa e motore della storia, gli confida che la grande festa sarà funestata da un omicidio. I particolari che emergono a poco a poco, mettono Giordano nella difficile posizione di chi sa e deve intervenire. Nicola/Giordano é combattuto fra il desiderio di abbandonarsi alla pienezza dell'amore meraviglioso che sta vivendo, escludendo ogni altro aspetto della vita, o ascoltare la nuova voce della sua coscienza che gli chiede di mettere ordine tutto attorno, suggerendogli che lui é parte di un tutto. Sarà interprete della storia o ne resterà posseduto?
La decisione che prenderà farà di lui un uomo nuovo.

I414

Omas, i protagonisti

by Omas gianfranco maccaglia nicola scuro marilena sansò
4 2

Se lo vedeste adesso, seduto in uno dei locali più esclusivi di Milano, mentre sorseggia gin e chartreuse concedendo di tanto in tanto uno sguardo annoiato alla ragazza che ha di fronte, non potreste fare a meno di rimanerne affascinati. È Remo: distaccato, impenetrabile, cinico, ma con carisma e fascino da vendere. Quasi 40 anni, è un imprenditore milanese dedito in maniera maniacale alla cura di sé e dei propri affari.
La sua attività nel ramo surgelati è pronta ad espandersi e per raggiungere il suo scopo Remo gioca sporco, nella vita e nel lavoro, calpestando chi non si allinei alla sua ambizione e intessendo rapporti che non vanno al di là dell’effimero e strumentale scambio di favori.
Non si direbbe, ma ha un punto debole: soffre di una forma molto acuta di claustrofobia e per questo motivo si è fatto costruire, a casa e in ufficio, pareti di vetro trasparenti.
Remo pare non avere alcuna speranza, alcun desiderio di cambiare. Poco importa se la sua ditta vende da mesi surgelati avariati e se i casi di intossicazione alimentare dei suoi clienti aumentano a dismisura. Ciò che conta è limitare le perdite, in termini economici e d’immagine.
E poi? E poi non tutto è prevedibile. C’è chi, frustrato e indignato, decide di reagire. Così Remo si ritrova nei guai fino al collo. Condannato al carcere per una lunga serie di reati, che se ne fa adesso del suo carisma e del denaro?
Ma l’aiuto del fidato avvocato Vinciguerra non tarda ad arrivare e Remo continua a scontare la pena col servizio sociale presso una casa famiglia, che ospita adolescenti dal passato difficile. Questa è la galera peggiore: spalle al muro, è costretto a fare i conti con se stesso, combattendo contro una sconosciuta e crescente sensazione di calore, data dal contatto con i ragazzi. O forse è la galera migliore. Catalizzatrice del cambiamento, la preparazione della messa in scena, con i ragazzi, dello spettacolo ispirato al romanzo “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, che narra il passaggio alla vita adulta dell’adolescente Alex.
Antagonista di se stesso, Remo combatte contro i ricordi, che affiorano sempre più prepotenti: una sopita passione per la musica, un’adolescenza immersa negli agi e nella solitudine, una fatale abitudine a quantificare in denaro l’affetto dato e ricevuto. Specularmente ad Alex, Remo "cresce", ritrovando le parti di sé perse per strada. Il suo non è ancora un ravvedimento, ma qualcosa in lui comincia a scricchiolare e lo costringe a rimettere in discussione se stesso e la sua vita.
Come? Volete sapere se anche Remo, come Alex, ha la sua controparte femminile, la sua Aidi? Ebbene sì, ma non certo per i motivi che immaginate: quella di Remo non è una storia d’amore, è la storia della ferma convinzione nella possibilità di un cambiamento, anche quando tutto sembra cristallizzato.
Si può scalfire il ghiaccio? Si può scaldarlo dall’interno, fino a scioglierlo del tutto? Forse sì… ma non ditelo a Remo!

I366

Sciogliersi nel ghiaccio, i protagonisti

by Sciogliersi nel ghiaccio Festona Sono Scappato Sono Scappato Laura Mancini
4 2

Vezio ama i fiori, da cui ha imparato il naturale legame tra esseri viventi.

Da adolescente aveva partecipato al concorso on-line Meet a Flower per vincere un posto da flower designer presso un’azienda, ma per un baco del sistema informatico non se ne fece più nulla.

Vezio era nato in mezzo ai fiori, quelli che la madre, famosa soprano, riceveva per i suoi trionfi artistici e che da bambino gli facevano compagnia quando aspettava, in camerino, la fine dello spettacolo, rappresentando per lui una speciale educazione sentimentale.

Dopo la morte del padre in un incidente, sua madre, superstite e paralizzata, non cantò più e le vennero in odio i fiori e i loro profumi, privando Vezio di quella vitale esperienza sensoriale.

Vezio continua a vivere con la mamma, accudendola come fa con le piante ed i fiori, che ha ripreso a frequentare, tanto da cercare impiego in una fioreria.

Dalla periferia al centro della città, la sua figura longilinea, i capelli lunghi al vento, lo sguardo attratto più dal mondo che dalla strada, sono tutt’uno con la bicicletta: Vezio viaggia un pò dentro sè stesso, da solitario, con l’energia dei suoi vent’anni, nonostante sappia che non rende denaro e successo. E’ un sognatore e il sogno è parte integrante della sua vita. Il confine tra realtà e sogno è davvero esile, ciò che accade nei sogni sembra avvenire nella realtà. E’ ciò che emerge con il suo terapeuta.

Vezio deve fare i conti però con la sua realtà di persona che non ha avuto relazioni profonde con altri esseri umani se non la madre: non un amico, non una fidanzata. E’ sessualmente vergine, ma sente l’amore per la bellezza. Tutta la sua sensibilità rodata nel rapporto con rose, tulipani, azalee, vissute come esseri capaci di esprimere e scambiare emozioni intensissime.

Da quella dei fiori alla bellezza di Zoe, giovane bulgara, commessa della fioreria, di cui Vezio s’innamora davvero, senza avere il coraggio di rivelarglielo. Nonostante il forte sentimento Vezio non è a suo agio con le donne ed è più attento ai segnali del mondo verde con cui riesce a comunicare: ne sente le voci. Sara vero?

Certo è che sono tali segnali a risvegliarlo e a mostrargli le contraddizioni laceranti del mondo umano: la prepotenza del padrone della fioreria, Carmine, esercitata come ricatto sessuale nei confronti della bella Zoe e nella relazione violenta con la moglie Eva, disperata cocainomane.

Proprio la condizione penosa di Eva spinge Vezio ad esserle di aiuto concretamente. Un cambiamento enorme: quel calore che Vezio infondeva nelle relazioni con i fiori si rivolge anche agli esseri umani.

Sarà però la richiesta di aiuto degli amati fiori a Vezio per non essere più mummificati a incoraggiarlo e avviarlo verso la riscossa. Un riscatto personale e collettivo che vede coinvolti insieme umani e fiori contro il traffico della nuova droga 7-Cec, iniettata nei gambi delle rose, poi vendute per strada.

Evolvendo in modo forse un pò folle Vezio riesce così a liberarsi e a conquistare l’amore di Zoe.

I316

Ditelo con i fiori, i protagonisti

by Ditelo con i fiori lamerenda fiamma galeone8
4 2

Dimmi, ragazzo, chi sei?
Bambino, moccioso, infantile, pauroso, solo. Braccia calde di un nonno che ascolta e consola. Parole che penetrano e si fanno gemme dentro ad un cuore fanciullo. Rabbia inespressa, speranza disillusa, debolezza. Acume, sensibilità, coscienza di sé. Membra esili che non difendono, mente scattante che è un'arma tagliente come vetro, eppur come ghiaccio facile a sciogliersi.
Pianti, frustrazioni, un bacio rubato che pare miele e oro e tutto. Mille nuove occasioni fallite. Sarà un fallimento la vita intera?
Dimmi, ragazzo, chi sei?
Giovane, ricco quanto e più di quel che serva, ingegnere brillante da far luce. Un'azienda che dipende dal proprio capriccio e dalla propria genialità.
Perché non stai ridendo? Le tue mani non hanno tregua. L'alcool, le donnicciole rubate, solo frammenti di immagini in un locale che rattrista il cuore. E tu che cerchi di esserci, ma non sei tu il capo, fuori dalle quattro mura che ti appartengono.
Ti guardi allo specchio e cos'è quel che vedi? Villano! Quel che restituisce è l'immagine di quello stesso bambino dai capelli scuri. Con le stesse cicatrici e le stesse lacrime.
Ecco, poi, ti vedi strappato e non sai come darti rammendo. E il turbine ti travolge e ti ritrovi, come non sai nemmeno, nel tuo passato. Tutto lì, tutto diverso. Non è più tempo per scappare, non è più tempo per esitare: ti butti e quel che scopri sono mille frammenti di te. Ricomporli è un gioco pericoloso e dolce: puoi ricrearti o lacerare l'intera tua pelle.
Amori, antichi e nuovi. Passione, rossa come una fragola matura. Violenza sottile e infida, che s'insinua a sporcare e ferire ogni principio di bene. Pietre scartate che diventano chiavi di volta. Falliti che diventano persone e grand'uomini che si rivelano lombrichi. Nulla è scontato. Chi lo sa se vince il bene? Non è una fiaba.
Perché insisti, bambino vigliacco? Perché non sono più un bambino. Cosa speri di ottenere, così dal nulla? Niente di più di quel che mi merito. Vincerai? Non lo so, ma non è questo a contare.
Io sono diventato un uomo. Io sono Marco Leone. La mia dignità non sarà spezzata dai vostri trucchetti. Lotterò, sino in fondo. Perché io sono io e difenderò ciò in cui credo. Difenderò le persone che amo.

I154

Red route, i protagonisti

by Red Route Andy Dei Fiori Principe Alan Lester Gabriella Franzon
4 2

CELESTE: aspirante e anomala scrittrice assolutamente non in grado di gestire account, nome utente o altrui password, non usa computer. Dotata di effimera memoria non può neppure rivelare la propria password a terzi, o loro l’accesso al proprio account. Costretta quindi ad appuntarsi pensieri ed emozioni, vive in simbiosi con la sua Moleskine rossa, preziosa custode di segreti e dubbi amletici: troverò prima l’amore della vita mia o imparerò a registrarmi per utente tramite social o registrazione nativa?

ANDREA: tranquillo ingegnere informatico, ha da poco lasciato l'impresa edile per la quale lavorava – la Mattoni Sciolti s.r. l. – in seguito a uno scandalo dovuto ad alcune falle di sicurezza da lui non rilevate: di recente infatti un gruppo di hacker, i Cuori Pazzi, ha devastato il sito che doveva supervisionare. Ora sbarca il lunario realizzando brevi video informativi su youtube e partecipando a concorsi pubblici senza troppe speranze.

ARRO: aspirante ugola rap a caccia di voti fanatici muta la propria forma a seconda delle prove che la vita gli riserva: irrintracciabile causa IP illegale, è un mix tra Juliane Assange e Gue Pequeño. La sua predilezione per Celeste risale ad una falla meccanica, causata da conteggio dubbio di preferenze online che l’hanno eletta Miss V(u)oto 2013. Si descrive quale toro meccanico recalcitrante a manipolazioni telematiche, sensibile ai crash e refrattario ai click.

ADELE E RACHELE SESTRIERI VIDOTTI: zie di Andrea da parte di madre, malgrado la veneranda età sono diventate ricche sfondate in seguito ad un oculato investimento nella posa di fibre ottiche; ora non si staccano più dal monitor e sono diventate appassionate sostenitrici della democrazia del web, grilline della prima ora e reclutatrici indefesse di amici sui social network per affollare i loro meetup e denunciare le storture dell’attuale legge elettorale.

I96

Fuococeleste, i protagonisti

by Fuococeleste Antonietta Feresi Fabbri Uburoi auroratomica
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Classifica generale

Consigli d'autore per affrontare la prova al meglio!

Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, sceneggiatori e registi, ci raccontano come si crea un personaggio indimenticabile. Se poi volete un esempio, ecco i personaggi di "Una giornata particolare" analizzati da Dario Tomasi ("Il personaggio", Loescher editore)


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I finalisti: la classifica

Antonella Mingoni

Looking for fun

RD

Looking for fun

sofia.b

Looking for fun
Tutti i finalisti

La giuria

Alberto Sacco

Mangio la frutta solo se la trovo già sbucciata. Sono quello che sorride senza rendersi conto di avere una foglia di insalata tra i denti.

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Alice Pepi

Una biro tra le dita. Emozioni nuove e perdute tra strade e pagine di libri. Ciò che mi appartiene lo porto con me nel mio prossimo viaggio.

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Fausto Brizzi

Regista e sceneggiatore
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Tutti i giurati

Storie in finale

Tutte le storie in finale
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